report-biotech-cover-min

Il futuro del Biotech: per la salute, l’ambiente, l’Italia
Federchimica Assobiotec espone le linee guide per lanciare il settore verso un futuro migliore

4 min


Mai come oggi il settore biotech è stato rilevante sulla scena internazionale. L’evento organizzato da Federchimica Assobiotec e StartupItalia arriva nel giorno in cui Pzifer annuncia gli ottimi risultati conseguiti dalla sperimentazione del suo vaccino anti Covid-19. Le biotecnologie sono protagoniste della lotta a questa malattia: dal sequenziamento del genoma virale ai test, fino agli antivirali e i vaccini.

Il Biotech però non è solo urgenza ma un pezzo di futuro. Importante per la nostra salute in primis. Ma anche per l’ambiente: si pensi alle biotecnologie agrarie e ambientali, sempre più necessarie a causa dell’aumento della popolazione mondiale e il riscaldamento globale. Ed è un settore fondamentale e strategico anche per l’economia italiana. Stando ai dati del Ministero dello Sviluppo Economico, solo nel 2020 sono nate 40 startup in questo ambito.

Per questo motivo Federchimica Assobiotec ha lavorato a un piano per lo sviluppo futuro del biotech, presentato davanti a due Ministri, membri del mondo accademico e dell’impresa. Perché se lo Stato, l’Università e le aziende lavorano insieme, la creatività geniale del nostro Paese in questo ambito potrebbe portare benefici sanitari, ambientali e anche economici.

Biotech: il piano sviluppato da Assobiotec

Il piano programmatico sviluppato da Federchimica Assobiotec, con un sforzo concertato insieme alle varie realtà legate a questo settore strategico, prevede tre punti principali. Un’attenzione allo sviluppo di un ecosistema  virtuoso, una rimodulazione delle “Scienze della Vita”  e un lavoro sulla Bioeconomia.

biotech piano assobiotec-minIl Piano che abbiamo presentato oggi – dichiara Riccardo Palmisano Presidente Assobiotec – è il risultato di un lungo lavoro di confronto e condivisione su diversi temi di interesse comuni a tutto il mondo del biotech discussi, in questi mesi, con i diversi attori del comparto ma anche con Istituzioni e rappresentanti del Governo. Siamo convinti che l’Italia abbia le capacità per competere in uno tra i settori su cui si baserà il futuro del pianeta: le biotecnologie. Il nostro auspicio oggi è che questo documento possa diventare un utile e agile strumento per i decisori politici chiamati a definire e disegnare interventi di policy. Un possibile manuale dal quale partire per far finalmente diventare il biotech motore essenziale per la salute, per l’ambiente, per la ripartenza del Paese”.

Ecosistema biotech

L’eccellenze in ambito biotech non mancano al nostro Paese. Il problema è che spesso sono isolate, senza i giusti investimenti e il necessario lavoro di rete. Per questo Assobiotec chiede:

  • Una governance unitaria e coordinata della ricerca a livello nazionale. Serve una prospettiva di lungo periodo, che bilanci gli sforzi per raggiungere risultati collegiali e di grande impatto.
  • Raddoppiare gli investimenti pubblici in ricerca. Portare stabilmente il credito d’imposta al 25%  sulla ricerca. Per le startup innovative, al 50% per i primi 5 anni. Inoltre serve rendere più snello il processo di presentazione dei brevetti.
  • Attrarre investimenti privati allargando il perimetro di industria 4.0 in ambito biotech. Defiscalizzare ulteriormente gli investimenti corporate e istituzionali nel settore startup e PMI innovative.
  • Creazione di uno sportello unico dove gli investitori nazionali e stranieri possano entrare in contatto con i settori iper-specializzati, che innovano in questo ambito. Uno “one stop shop” per chi crede nella ricerca.
  • Creare una rete unitaria e coordinata che, pur nel rispetto della specificità dei territori, condivida una piattaforma informativa, strumentale e valoriale per il processo di trasferimento tecnologico. Valorizzare i centri che incanalano la ricerca verso le imprese e l’occupazione dei ricercatori.
  • Modificare i metodi valutativi dei ricercatori universitari, premiando e valorizzando l’innovazione.
  • Abolire il “professor’s privilege”, in modo da restituire a università e centri di ricerca la proprietà intellettuale della conoscenza dei propri laboratori.
  • Favorire la partnership pubblico-privato, con piani strategici di ampio respiro e anche sulla gestione delle infrastrutture di ricerca.
  • Puntare su un procurement innovativo, implementando i partenariati per l’innovazione e offrendo un quadro normativo certo e costante per le imprese che lavorano con la PA.
  • Stabilire certezza negli iter burocratici, diminuendo la discrezionalità, generalizzando il silenzio assenso e snellendo le procedure.

biotech piano ecosistema-min

Scienze della Vita

Il settore farmaceutico richiede un bilancio delicato fra innovazione e sicurezza, fra agilità e protocolli certi. In questo periodo come mai prima ci rendiamo conto che il lavoro da fare è molto. Ma anche che le possibilità sono ampie e di vitale importanza, sia sul piano economico che su quello della salute. Per dare slancio a questo settore Assobiotec propone di:

  • Stabilire una rete nazionale di infrastrutture specializzate sul modello “catapult” inglese o svedese. Partnership pubblico privato al servizio della ricerca. Questo permette di accelerare il trasferimento tecnologico dalla ricerca alle imprese, in un quadro di open innovation che comprenda tutta la catena del valore. Anche dando priorità alle tecnologie considerate strategiche come vaccini, drug discovery e ricerca clinica.
  • Promuovere fondi equity , in cui le istituzioni finanziare pubbliche possono mettere a disposizione capitale con ritorni di lungo respiro per le Scienze della Vita.
  • Allineare la legislazione italiana a quella europea in tema di sperimentazione animale.
  • Velocizzare l’approvazione delle sperimentazioni cliniche, sia di farmaci che dispositivi medici. In questo modo il nostro Paese potrebbe uniformarsi con il resto d’Europa, rendendo routine la fast track per la sperimentazione.
  • Rafforzare il settore bio-farmaceutico e in particolare biotech a livello di tessuto produttivo. Attraendo nuovi impianti produttivi e convertendo quelli esistenti.
  • Riscrivere la governance farmaceutica. Secondo Assobiotec vanno rivisti i tetti adeguandola alle necessità terapeutiche del Paese, superando la logica dei silos.

biotech piano scienze della vita-min

Bioeconomia

La bioeconomia è un modo più cosciente e coscienzioso di concepire l’ambiente in cui viviamo e offre grandi possibilità di investimento e innovazione. Non significa limitare l’intraprendenza economica per l’ambientalismo ma usarlo come spinta positiva per il rilancio economico. Secondo Assobiotec per farlo c’è bisogno di:

  • Definire un quadro di norme e regole chiaro, stabile e coerente per l’end of waste.
  • Mappare i siti industriali dismessi e convertirli in bioraffinerie.
  • Creare filiere integrate nel territorio che garantiscano la competizione nella produzione di biomassa a tutti gli attori della catena del valore.
  • Rendere più agile lo scale-up industriale delle biotech, togliendo rischio agli investitori e creando una shared pilot facility nazionale.
  • Dare valore alla biodiversità nazionale grazie alla nuove tecniche di evoluzione assistita.
  • Potenziare il piano nazionale per le biotecnologie sostenibili in agricoltura.
  • Aggiustare il quadro normativo per permettere la sperimentazione in campo del biotech sostenibile.

Questo è il piano strategico di Assobiotec. Un investimento sul futuro del biotech. Un investimento per la salute, l’ambiente e l’Italia.

Offerta
Microsoft Surface Laptop 3, 13.5", Core i5, RAM 8 GB, SSD 256 GB,...
  • Sottile e leggero, Surface Laptop 3 è facile da trasportare
  • Livelli superiori di velocità e prestazioni, per fare tutto quello che vuoi tu, con i processori di ultima...
  • Porte USB-C(tm) e USB-A per connettersi a schermi, Docking Station e molto altro ancora, e persino per...
  • Gli altoparlanti Omnisonic ancora più avanzati, nascosti sotto la tastiera, offrono un incredibile suono...

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.