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Dalla cucina ai big data: ecco cosa possiamo imparare dai grandi chef

Dai grandi chef c’è sempre qualcosa da imparare. A dichiararlo è Matteo Losi, SAP Innovation Director di SAP EMEA South.

Secondo Losi Master Chef e Data Chef hanno molto in comune: ad esempio dispongono di una vasta gamma di ingredienti e scelgono quelli più freschi e già disponibili. Riducono al minimo lo spreco, sanno come seguire una ricetta e cosa più importante, si adattano subito quando è necessario. Entrambi sono anche incredibilmente creativi perché devono utilizzare gli ingredienti in modi diversi. Cosa possiamo quindi imparare dai cuochi più esperti? Ecco 3 ricette da importare nel mondo del business.

1 – Orchestrare dati per risultati ripetibili e coerenti

Ciò che rende una ricetta davvero vincente è la possibilità di essere ripetuta. Ecco perché i data architect hanno bisogno di un sistema per la gestione di un database in-memory in tempo reale e di strumenti che forniscano i dati all’interno dell’organizzazione nello stesso modo ogni volta.

Per orchestrare i dati e garantire risultati coerenti, basta seguire le indicazioni dei data chef:

1. Ottenere una visione consolidata di tutti i dati da tutte le fonti, analizzando i processi aziendali e le applicazioni.
2. Ripulire i dati per migliorarne la qualità e ottenere una visualizzazione grafica delle connessioni tra le informazioni all’interno dell’azienda.
3. Utilizzare l’elaborazione e il perfezionamento della pipeline di dati distribuiti utilizzando una varietà di tecniche di calcolo quali OLAP, grafici, serie storiche e machine learning.
4. Orchestrare i dati end-to-end, elaborarli nel luogo dove sono archiviati ed evitare così onerose movimentazioni.
5. Mantenere le policy di sicurezza in un unico luogo e contribuire a garantire che siano in atto misure per soddisfare i requisiti normativi e aziendali.

2 – Mantenere il controllo in un Big Data Warehouse

Le ricette e le tecniche di cottura seguono la moda proprio come le tendenze IT. E qual è la tendenza odierna? Semplice: consiste nel disporre di una soluzione di gestione dei dati in grado di governare tutti i tipi di dati da fonti diverse e adattarsi a un’infrastruttura IT in evoluzione.

I data chef professionisti hanno bisogno di strumenti nel loro Big Data Warehouse che consentano di supportare l’analisi e gestire facilmente la raccolta, il caricamento, l’integrazione e i requisiti di qualità per tutte le fonti e forme di dati.

Una ricetta standard per creare un big data warehouse di grande valore è:

1. Nominare un responsabile del big data warehouse.
2. Inventariare diversi sistemi e tipi di dati.
3. Determinare i requisiti operativi e IT.
4. Identificare la governance dei dati e i requisiti analitici.
5. Definire il modello di distribuzione dell’architettura aziendale.
Implementare il ciclo di vita dei dati e la gestione a seconda della diversa età dell’informazione.

3 – Fusion: il meglio di due mondi

Avete presente la cucina fusion? È originale, divertente da cucinare e perfetta per attirare nuovi clienti. Sì, ma come posso fare “fusion” nel mondo IT? Semplice: combinando i dati aziendali alle geo-informazioni. Pensate che in California, ad esempio, un ospedale ha unito i dati geospaziali con i propri per aiutare i pazienti a comprendere la copertura dell’assistenza primaria e specialistica. Un binomio insolito che ora ha spinto l’ospedale a convertire i dati raccolti, inclusi quelli del fornitore, dei pazienti e della struttura stessa, in un cruscotto unico che include grafici, mappe e chart utile per diversi utenti e scopi. In un’unica soluzione, il personale di tutto l’ospedale utilizza queste informazioni per le proprie esigenze specifiche. Il team di sviluppo sta completando la pipeline delle vendite, il team responsabile della salute sta identificando nuove lacune e opportunità e il responsabili dell’organizzazione ospedaliera stanno migliorando l’esperienza del paziente e i risultati economici.

Le istruzioni per questo genere di fusione sono:
1. Da ArcGIS, ESRI o altra piattaforma geospaziale connettersi a un database in-memory, e in tempo reale tramite ODBC e creare un GeoDB aziendale.
2. Copiare o pubblicare dati GIS sulla piattaforma GeoDB.
3. Creare una vista nel database e unire i dati di business con quelli GIS.
4. Sviluppare nuove visualizzazioni di dati.
5. Applicare ulteriori funzioni spaziali e ottimizzarle in base ai propri bisogni.
6. Disporre di molti dati demografici da ESRI ArcGIS online.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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