L’Unione Europea, entro il 2030, si pone come obiettivo che almeno il 32% dell’energia utilizzata provenga da fonti rinnovabili. Da questo è prevedibile che i cambiamenti a cui dovranno far fronte governi e aziende che producono e distribuiscono energia avranno un impatto significativo sul mercato dei datacenter. Eaton – azienda attiva nella gestione dell’energia – ha identificato le principali sfide che caratterizzeranno il settore dei data center a partire dall’anno appena iniziato.

Eaton: il 2020 sarà l’anno dell’edge computing

Nel nuovo anno sendo Eaton, si capirà l’importanza dell’edge computing. e finalmente si potranno capire le differenze tra termini quali quali “edge computing”, “cloud edge” e “edge data center”, che vengono spesso erroneamente utilizzati come sinonimi. Quindi, finalmente l’implementazione di una rete mesh di micro data center in grado di elaborare e memorizzare dati critici localmente e di trasmettere tutti i dati ricevuti ed elaborati da un data center centrale sarà un concetto sempre più diffuso.

EatonAltro notevole impatto sulla diffusione dell’edge computing sarà offerto dal 5G: questo offrirà velocità più elevate e larghezze di banda più ampie per ridurre quanto più possibile la latenza dei dati. Il 2020 vedrà quindi la progettazione di una nuova strategia di rete volta a favorire l’adozione diffusa del 5G.

Crescita del cloud

Ormai è appurato come il cloud pubblico e privato è in continua crescita nel mondo aziendale, con la conseguente aumento di data center hyperscale e multi-tenant. Per il 2020 Eaton prevede che  faranno la loro comparsa anche data center multi-tenant nazionali che offrono ai clienti locali i vantaggi delle strategie off-site, ma allo stesso tempo un accesso ampio e facilitato ai professionisti IT dell’azienda per gestire aggiornamenti e operazioni nel data center.

the-data centerInoltre, si dovrà fare i conti con la scelta della dislocazione di un data center. Se in passato un parametro che veniva preso in considerazione era la disponibilità di potenza di rete, ora ciò non è più sufficiente e diventa importante investire in architetture energetiche autonome e green su piccola scala: le cosiddette “microgrid”.

Data center raffreddati a liquido

Con i nuovi data center hyperscale  e multi-tenant sarà necessario valutare alternative di raffreddamento migliori ai tradizionali basati su aria. Uno di questi innovativi metodi è il “liquid cooling”, dove interi server sono immersi in serbatoi di liquido termicamente conduttivo, ma non elettricamente conduttivo – o mediante raffreddamento diretto da parte del liquido – per cui l’elettronica e il dissipatore di calore sulla scheda madre possono essere incapsulati in un collettore e un flusso di liquido rimuove il calore.

La digital transformation confida in una maggiore affidabilità con l’aumentare della richiesta di potenza ed energia. Per indirizzare queste esigenze si parla da tempo dell’utilizzo di data center attenti alla riduzione dell’impatto ambientale, progettati per essere più efficienti e favorire risparmio energetico. Inoltre, sempre più le aziende sono chiamate ad adottare pratiche di gestione che non solo promuovano l’efficienza delle risorse ma che siano anche a ridotto impatto ambientale” ha dichiarato Stefano Cevenini, Product Manager Power Quality e Data Center Segment Marketing Manager di Eaton Italia. “In questo contesto di forte cambiamento siamo più che mai impegnati a supportare le aziende nell’identificare e adottare un approccio olistico alla gestione delle risorse dei data center e dei consumi energetici che sia in grado di sposarsi con gli obiettivi di business e che preveda l’implementazione di infrastrutture IT efficienti e contestualmente più sostenibili”.


Danilo Loda

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