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Intelligenza Artificiale in ufficio: ecco come sarà il futuro

L'AI sta continuando a crescere, sia tra consumer sia nel business, ma come continuerà la sua evoluzione?

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Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale ha continuato ad evolversi nel tempo, permettendo a questo utile strumento di espandersi fino a diventare quasi uno strumento necessario anche a lavoro, ma come sarà il suo futuro?

Il ruolo dell’AI nel passato

L’AI deve il suo ingresso al mondo del lavoro grazie al BYOD. Quest’ultimo è un termine che rappresenta, letteralmente, l’atto di portare sul posto di lavoro i propri dispositivi personali e tecnologici, messo in atto dai dipendenti.

Molte organizzazioni IT non hanno supportato questa iniziativa inizialmente, arrivando perfino ad applicare delle vere e proprie norme restrittive a riguardo, ma questo non ha impedito la crescita di questi utili strumenti.

L’IT ha infatti così dovuto affrontare tutte le conseguenze della situazione generando, ad esempio, piattaforme ideate per regolare la gestione dei dispositivi mobili, e man mano finalizzate all’aggiunta di più dispositivi e sistemi operativi diversi.

Inizialmente visto come un problema, l’utilizzo di dispositivi di questo genere ha poi rivelato la propria vera natura di enorme vantaggio per le aziende che, man mano, hanno compreso l’importanza dell’accesso dei dipendenti a strumenti di questo genere nel miglioramento della produttività.

All’interno di questo mondo ha poi trovato il proprio ruolo l’Intelligenza Artificiale che, in poco tempo, è stata capace di dimostrare la propria importanza.

L’intelligenza Artificiale al lavoro

Ritornando al presente e volgendo uno sguardo al futuro, l’AI è diventata e potrà ancora trasformarsi nel nuovo BYOD, ovvero diventare presto indispensabile.

A facilitare questa evoluzione è stato anche l’avvento di assistenti virtuali come Alexa e Siri che, già presenti in moltissime case, secondo l’ultimo report di Ovum nel 2021 saranno presenti in numero pari a quello di persone al mondo.

Questi assistenti digitali potranno facilitare in modo esponenziale l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, ad esempio andando ad integrarsi con le app per smartphone e, tramite l’ausilio dell’analisi predittiva e del deep learning, estrarre dati utili sia per il mondo consumer sia per il business!

Ad affiancare AI e assistenti saranno anche le tecnologie IoT per la casa che, dopo aver reso più semplice la vita domestica, potranno andare a rivoluzionare anche il mondo del lavoro.

I vantaggi dell’AI 

Cosa rende l’Intelligenza Artificiale capace di accelerare l’innovazione e fornire enormi vantaggi? Adottare l’AI al lavoro permetterà all’IT non solo di aiutare le aziende a fare enormi passi avanti nella curva tecnologica, ma
anche concedere maggiore flessibilità ai lavoratori.

I dipendenti potrebbero infatti sfruttare le tecnologie machine-driven per lavorare meglio gli uni con gli altri e, soprattutto, con i clienti, tramite il risparmio di tempo da dedicare ad attività banali e ripetitive e il risparmio di energie utili per risolvere sfide più impegnative.

Proprio per questo il flusso evolutivo dell’AI non dovrebbe assolutamente essere limitato anzi, andrebbe sostenuto in ogni modo possibile, al contrario di quanto avvenuto in precedenza con il BYOD.

I passi per l’implementazione

Secondo una ricerca PwC, più di 1 azienda su 5 prevede già di implementare tecnologie di intelligenza artificiale entro il 2020, ma quali sono i passi di questo processo?

Primo scalino fondamentale riguarda la preparazione all’avvento dell’AI. Quest’ultima necessita infatti di un’area di esperienza ad essa dedicata, all’interno dell’IT e con il supporto di un team di supporto ai dipendenti.

Una volta implementata, l’AI non va abbandonata, ma sempre ottimizzata, tramite la raccolta di feedback e la revisione dei riscontri.

L’ultimo step del processo di integrazione dell’AI riguarda i procedimenti già in atto all’interno delle aziende, che possono essere rivalutati e modificati proprio con questo utile strumento!

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Maria Elena Sirio

Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.

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