PEC

La PEC sta facendo risparmiare all’Italia 4 miliardi di euro
Non solo risparmio economico ma anche riduzione dell’inquinamento, degli spazi d’archiviazione fisici e dei tempi d’attesa

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Aruba, InfoCert e Trust Technologies hanno commissionato ad IDC un’indagine sui benefici apportati dall’utilizzo della PEC (Posta Elettronica Certificata) dalla sua introduzione nel 2008 con proiezione fino al 2022.

La ricerca ha innanzitutto evidenziato come l’economia digitale per arrivare a sviluppare le sue massime potenzialità deve basarsi su Digital Trust, requisito fondamentale per ogni azienda. Infatti, entro il 2025, il 25% della spesa in sicurezza informatica sarà destinato ai “Trust Framework”, i modelli progettati per garantire la sicurezza e al tempo stesso generare fiducia tra le parti durante una transazione digitale.

Il primo passo per il Digital Trust

Digital TrusIl primo tassello tecnologico nel Digital Trust è proprio la PEC. Secondo AgiD in italia nel 2019 erano attive 10,8 milioni di caselle di Posta Elettronica Certificata, i messaggi scambiati sono stati oltre 2 miliardi e 380 milioni. Entroil 2022 le PEC attive diventeranno, secondo una stima, ben 15 milioni che porteranno a oltre 3 miliardi di e-mail inviate e ricevute.

I benefici della PEC

Lo studio ha stimato in modo quantitativo i benefici diretti per l’intero sistema Paese – cittadini, imprese e istituzioni – dell’efficienza generata dall’uso della PEC. Il suo utilizzo  ha consentito e consentirà una riduzione degli spostamenti (mobilità frizionale), abbattimento dell’impronta carbonica conseguente alla riduzione di tali spostamenti, eliminazione dei tempi di attesa (ore uomo risparmiate), liberazione degli spazi (m² di archivi non utilizzati). Le stime effettuate riguardano un orizzonte temporale che va dal 2008 al 2022 ed includono la considerazione degli ulteriori sviluppi previsti, ad esempio nell’evoluzione verso gli standard europei (eIDAS) o nell’ambito del PCT.

La digitalizzazione delle comunicazioni formali tra cittadini, professionisti, imprese e PA comporta un vantaggio economico diretto riconducibile al passaggio da un modello di costi legato al volume della corrispondenza cartacea a uno determinato da abbonamenti annuali senza limite di messaggi.

In base alle simulazioni sul dato storico, i benefici netti complessivi della PEC si attestano su un valore medio di circa 2,2 miliardi di euro sul mercato italiano nel periodo compreso tra il 2008 e il 2019. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022.

“A nostro avviso, l’aspetto di maggior rilievo che emerge dallo studio è come il digitale abbia aperto un green market tanto per i nuovi operatori del circuito PEC quanto per gli operatori tradizionali del sistema postale, evidenziando come sia possibile mitigare efficacemente gli effetti più disruptive dell’innovazione tecnologica attraverso una coopetizione virtuosa tra gli operatori sotto la guida delle istituzioni”, sottolinea Giancarlo Vercellino, Associate Director Research & Consulting, IDC Italia.

codice destinatario pec“La PEC è un asset strategico per il Paese che ci pone all’avanguardia in Europa per i sistemi di recapito certificato. È un sistema indispensabile, sempre più diffuso ed utilizzato da professionisti, cittadini ed imprese; uno strumento ormai profondamente integrato nei processi aziendali. ha commentato Gabriele Sposato, Direttore Marketing di ArubaLo conferma il report di IDC, che dimostra ampiamente l’impatto dei benefici ambientali ed economici della PEC sulla collettività, pur prendendo in esame solamente una parte minoritaria dei processi esistenti. Ne consegue come i benefici complessivi e reali, siano quindi molto più ampi, potenzialmente enormi. A riconferma, anche i dati interni di Aruba, secondo cui nel 2019 i principali titolari di caselle Aruba PEC sono stati proprio i soggetti che non avevano l’obbligo legale di usarla, ossia i privati (per il 43%), seguiti dalle ditte individuali (25%), dalle aziende (25%) e dai liberi professionisti (7%): indice di come sia ormai superato l’utilizzo dello strumento relativo all’adempimento per obbligo.”

“Lo studio conferma quanto la PEC sia diventato e sarà sempre di più un irrinunciabile strumento di uso quotidiano per tantissimi cittadini, professionisti e imprese”, afferma Marco Di Luzio, Chief Marketing Officer di InfoCert – Tinexta Group. “Il suo successo è determinato dalla sua semplicità d’utilizzo, dalla sicurezza dei dati trasmessi e dalla sua versatilità sia per i comuni cittadini che per le organizzazioni più complesse. Con risparmi economici e di tempo, nonché benefici ambientali che vanno a vantaggio non solo degli utilizzatori diretti ma anche del Paese nel suo insieme”.


Danilo Loda

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