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Digitale e persone, la ricetta dietro Poste Italiane
Poste Italiane racconta come la soluzione Oracle HCM abbia rivoluzionato la sua gestione delle risorse umane

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La gestione delle risorse umane è una questione che coinvolge a vari livelli ogni organizzazione, grande o piccola che sia. La necessità si trasforma però in sfida quando si parla di un attore importante ed enorme come Poste Italiane, con oltre 126mila dipendenti di età anche molto diverse. Per scoprire come l’azienda sia riuscita a gestire e digitalizzare questo aspetto, grazie all’aiuto di Oracle, ne abbiamo quindi parlato con Fabio Camerano, Direttore Organizzazione e Sviluppo per Poste Italiane.

L’esperienza di Poste Italiane con la gestione delle risorse umane targata Oracle

Probabilmente più di qualunque altra azienda o ente, Poste Italiane e i suoi 158 anni di storia hanno accompagnato la trasformazione dell’Italia, fungendo da specchio e fattore abilitante per quest’ultima. “Possiamo dire che ci chiamiamo, e con orgoglio, Poste Italiane, anche se nel tempo siamo cambiati moltissimo e non facciamo più solo spedizione di lettere” ha infatti detto Camerano iniziando a parlare dell’azienda.

Il cambiamento di cui parla riguarda il portafoglio estremamente ampio di prodotti e attività in cui Poste Italiane è attualmente coinvolta. “La posta è sempre un business molto importante per noi, ma negli anni se ne sono aggiunti altri che oggi sono ancora più rilevanti. Parliamo ovviamente dei business, dei servizi finanziari in cui agiamo tramite BancoPosta; o i servizi assicurativi in cui agiamo tramite la nostra società Gruppo Poste Vita di cui fa parte anche Poste Assicura, che oggi è una delle maggiori agenzie assicurative del Paese; o ancora i pagamenti e la telefonia mobile, in cui operiamo tramite PostePay e PosteMobile

“Infine, ma non a livello di importanza, abbiamo l’e-commerce. Il business dei pacchi che per noi è importantissimo e oggi siamo praticamente il maggior player del cosiddetto B2C per quanto riguarda i pacchi. La maggioranza dei pacchi e pacchetti che ricevono le famiglie italiane vengono portate da Poste Italiane.”

Un primato digitale

La presenza dell’azienda in così tanti servizi l’ha resa una degli attori più importanti per quanto riguarda la digitalizzazione, soprattutto in quest’ultimo anno. “Abbiamo facilitato e accelerato la digitalizzazione dei servizi, in quanto i nostri clienti hanno avuto, come tutti i cittadini italiani, una maggior difficoltà ad andare negli uffici postali, a muoversi di persona. C’è quindi stata una grande spinta in quella direzione. I pagamenti digitali hanno avuto un boom, la consegna dei pacchi, come sappiamo, ha avuto anch’essa un’enorme crescita.”

“Tutte le iscrizioni ai nostri servizi digitali hanno visto un grandissimo aumento. Ne è un esempio lo SPID, il servizio pubblico di identità digitale che sta diventando una chiave essenziale per accedere a tutti i servizi pubblici, comunali, regionali o statali che siamo. Ebbene, l’80% degli SPID erogati, ovvero circa 10 milioni, è stato emesso da Poste Italiane.”

Quasi 130mila risorse umane

Per riuscire a coprire tutte le realtà viste e potersi porre verso i clienti e i cittadini come un riferimento tecnologico e digitale, anche i processi interni di Poste Italiane si sono dovuti adeguare alle ultime novità. Uno dei settori che di recente è stato aggiornato in questo senso è proprio quello delle risorse umane, delle decine di migliaia di persone impiegate dall’azienda. “Volevamo operare un grande cambiamento. Come tante aziende, anche Poste Italiane era dominata da tanti sistemi verticali  creati negli anni, sistemi legacy che spesso non si parlavano tra di loro. Volevamo una soluzione cloud, flessibile, scalabile. Abbiamo fatto competere tra loro varie soluzioni a livello internazionale e alla fine abbiamo selezionato Oracle come provider, insieme ad Accenture come system integrator e a Italware come partner per l’erogazione del servizio.”

Oracle Poste Italiane risorse umane schemaUna scelta compiuta quasi un anno fa, la cui implementazione, pensata inizialmente come graduale, è stata alla fine accelerata dall’arrivo della pandemia all’inizio del 2020. “Il primo modulo a essere implementato è stato quello della formazione. Era pronto alla fine di febbraio e avevamo pensato di cominciare a utilizzarlo con una certa gradualità. Ma poi è arrivata la pandemia: e così, se noi pensavamo di imparare a nuotare in piscina, abbiamo invece dovuto imparare a farlo nell’oceano, con onde… anche belle alte!”

Nonostante le tempistiche improvvisamente ristrette, la transizione è stata un successo: “Devo dire che ce la siamo cavata molto bene. Evidentemente era stato fatto un buon lavoro prima. Vi do soltanto qualche numero per testimoniare la rilevanza del lavoro fatto: da marzo a oggi, solo sulla nuova piattaforma abbiamo iscritto quasi tutti i dipendenti di Poste (NdR che sono ca. 126.000). Abbiamo istituito online 3,8 milioni di corsi, di cui 1.8 milioni già completati, per un totale complessivo di 3 milioni di ore di formazione già erogata. Non pensavamo di fare questi numeri in così pochi mesi, ma in questi casi la pandemia, come in tanti altri campi, ha accelerato talmente tanto l’implementazione che ci siamo trovati ad un test, come dire, di proporzioni inattese, ma che ha funzionato bene.”

Il lavoro continua

Dopo il successo della parte di formazione, il lavoro di aggiornamento è pronto ai prossimi passi, che in parte sono stati già portati avanti. “L’altro modulo molto importante che sta praticamente entrando in piena attivazione proprio in questi ultimi due mesi, è quello del recruiting. Anche in questo caso siamo molto soddisfatti. Per darvi qualche numero: da settembre, quando il sistema è andato live, a oggi abbiamo ricevuto oltre 275mila CV sulla piattaforma. Di questi 150mila erano spontanei, mentre gli altri rispondevano a una nostra ricerca attiva. In media ogni nostra offerta di lavoro ha ricevuto 30mila CV, quindi anche qui possiamo dire che il sistema è stato messo alla prova in maniera seria e ne è uscito bene.”

“L’altro modulo su cui stiamo lavorando adesso è il Talent Management. Si tratta di un modulo molto importante, perché è legato allo sviluppo delle persone, alla loro crescita professionale e anche alle valutazioni. Contiamo di finire l’implementazione nell’arco di un paio di mesi, il che ci permetterebbe, nel 2021, di effettuare tutte le valutazioni delle persone di Poste Italiane tramite la nuova piattaforma. Tutti, oltre 125mila persone, sono valutati online da parte di 10mila valutatori. Sarà anche questa una prova importante, perché è un sistema molto utilizzato, e quindi speriamo che funzioni bene come i precedenti due.”

Maggiori informazioni sulla suite Oracle HCM Cloud, usata da Poste Italiana e dedicata alla gestione delle risorse umane, disponibili sul sito ufficiale dell’azienda.


Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione e alla divulgazione. Estremamente curioso e interessato a quasi tutto: scienza, tecnologia, società, ma anche fumetti, podcast, internet culture e videogiochi.