Toshiba MG08 è la nuova serie di HHD Enterprise Capacity dell’azienda giapponese, una gamma che raggiunge i 16 TB e che risulta compatibile con le più svariate applicazioni e altrettanti sistemi operativi e che è in grado di adattarsi a workload misti di lettura e scrittura random e sequenziale, sia all’interno dei datacenter più tradizionali sia in ambienti cloud.

Gli HDD di Toshiba: quanti sono e come li distinguo?

Prima di parlare nel dettaglio dei nuovi hard disk da 16 TB della serie MG08, facciamo chiarezza: quali hard disk produce e vende Toshiba e qual è il più adatto alle mie esigenze.

Il portfolio della società asiatica può essere diviso in 4 categorie:

  • gli HDD interni;
  • gli HDD esterni;
  • gli HDD enterprise;
    gli HDD dedicati agli OEM (Original Equipment Manufacturer).

I primi sono quelli che trovate all’interno di un PC o un NAS e sono adatti ad un’utenza molto variegata: sono comodi per l’archiviazione personale, sono adatti a chi ha bisogno di performance elevate, sono ideali per la videosorveglianza e possono essere sfruttati per lo streaming video. Questo li rendi adatti sia ai tradizionali consumatori sia ad un professionista o ad una piccola azienda che deve tenere al sicuro qualche Gigabyte o Terabyte di dati.

Ci sono poi gli hard disk della serie Canvio, classificati come Standard, Advanced o Premium a seconda di ciò che offrono. Inutile dirlo: questo genere di hard drive è per chi ha bisogno di un contenitore mobile, adatto anche in questo caso sia all’utilizzo personale che a quello professionale.

Gli HDD pensati per gli OEM ovviamente sono progettati per ambienti industriali, mentre quelli Enterprise sono dedicati a tutte quelle aziende che hanno bisogno di gestire interi datacenter ed una mole immensa di dati. Due le famiglie previste da Toshiba: una si focalizza sulle performance e si chiama AL Series, la seconda invece si concentra sulla capacità ed è la MG Series. Inutile dirvi che è proprio a questa che appartengono i nuovi hard disk da 16 TB.

Toshiba MG08 da 16 TB: cosa li rende speciali?

Partiamo da qualche dato: 16 TB a disposizione, il 33% di spazio di archiviazione in più rispetto alle più utilizzate unità da 12 TB e il 14% di capacità in rispetto alla variante da 14 TB. I numeri però non finiscono qui: abbiamo una velocità di rotazione di 7200 rpm, un workload rating che arriva a 550 TB all’anno, una cache buffer di 512 MiB e la garanzia che possano durare per almeno 2,5 milioni di ore. Tutto questo all’interno di un form factor da 3,5 pollici e con la possibilità di scegliere tra interfaccia SATA e SAS.

Esistono poi due modelli opzionali: uno offre la crittografia SED, che permette di crittografare in maniere automatica le informazioni presenti sull’hard disk, e uno con tecnologia SIE, capace di rendere illeggibili i dati con la pressione di un solo pulsante.

A distinguere poi questi nuovi hard disk è l’elio. Sì, avete capito bene: all’interno – sigillato in maniera impeccabile – trovate l’elio. Perché? Perché questo gas possiede una densità molto più bassa questo è più semplice ed utile riempire l’hard disk di elio che di aria. Inoltre la resistenza è minore, il lavoro richiesto alle testine è inferiore e questo riduce i consumi. 

Tutto questo viene per altro monitorare da un sensore che si assicura che il livello di elio sia stabile. Qualora scendesse a causa di qualche micro-frattura, sarà l’hard disk stesso a segnalarlo dandovi la possibilità di salvare tempestivamente i dati e sostituire l’hard disk danneggiato.

Perché non dovrei prendere un SSD?

A questo punto vi starete chiedendo perché puntare su un HDD invece che su un SSD che è per definizione più veloce. Avete pienamente ragione: gli SSD sono il futuro per quanto riguarda le performance, ma al momento peccano ancora in quanto a capacità. Per contenere petabyte di dati, cosa che accade tipicamente all’interno di un datacenter, servono HDD con una capacità elevatissima. Entrano così in gioco gli HDD da 16 TB di Toshiba.

L’azienda tra l’altro è fortemente convinta che passeranno almeno altri 5 anni prima di vedere un cambiamento su questo fronte, soprattutto nel settore Enterprise dove ancora oggi si prediligono i classici hard drive.


Like it? Share with your friends!

Erika Gherardi

author-publish-post-icon
Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.