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Weart: l’anello per trasmettere le sensazioni tattili | CES 2019

Da Las Vegas uno strumento per trasmettere ciò che stiamo sentendo a distanza.

La nostra missione di esplorazione del CES 2019 continua. In questi giorni abbiamo infatti cercato di raccontarvi tutto sulle più interessanti startup italiane presenti all’evento di Las Vegas grazie a Teorema Incubation Lab Trieste. In questo articolo tocca a Weart, una compagnia che ha sviluppato un dispositivo che promette di essere rivoluzionario. Grazie al loro speciale anello, sarà infatti possibile trasmettere da una persona all’altra le sensazioni provate al tatto, anche a distanza. Come funziona? Scopriamolo insieme!

Che cosa offre Weart?

Acronimo di Wearable Robotic Technology, Weart è uno speciale strumento che offre la possibilità di condividere una sensazione tattile tra due persone diverse. Può essere usato per riprodurre ciò che un individuo prova al tatto in un secondo soggetto anche nel caso di grandi distanze, ma non solo. Si può anche utilizzare la sensazione per ricrearla per scopi sia di intrattenimento che professionali.

Questa tecnologia potrebbe permettere infatti di riprodurre le sensazioni tattili percepite dal protagonista del film che stiamo vedendo o del videogioco a cui stiamo giocando. L’applicazione di Weart alla realtà virtuale o aumentata potrebbe davvero portare a grandi passi avanti nel sistema. A livello professionale questo potrebbe, in un futuro prossimo, essere davvero utile in ambito di formazione, permettendo un training a distanza molto più approfondito.

weart CES 2019

Fondamentalmente il sistema, nato al SIRSLab (Siena Robotics Systems Lab dell’Università di Siena, si compone di una coppia di dispositivi, a forma di anello. Uno di questi registra la la pressione, vibrazione e temperatura percepiti al tatto da chi lo indossa. Il secondo invece riceve questi dati, riproducendoli a sua volta, permettendo una simulazione molto precisa della sensazione tattile.

Guido Gioioso, ricercatore di SIRSLab, ha dichiarato: “I device che stiamo sviluppando possono essere visti come l’equivalente di microfoni e casse per il senso del tatto. Da un lato permetteranno di registrare le interazioni tattili di un utente mentre esplora o afferra oggetti che lo circondano, in termini di forze, vibrazioni e cambiamenti di temperatura. Dall’altro potranno riprodurre, “mettere in play”,queste sensazioni, realizzando per il senso del tatto quel processo di digitalizzazione che è già avvenuto per la vista e l’udito“.

Ivo Boniolo, Chief Innovation Officer di e-Novia, la ‘fabbrica di imprese’ di cui Weart fa parte, ha aggiunto: “La soluzione si presta, oltre che al mondo della comunicazione one-to-one, anche ad applicazioni rivoluzionare legate all’entertainment. Grazie a Weart le percezioni tattili andranno ad aggiungersi a quelle visive ed uditive aumentando l’esperienza dello spettatore al cinema, di un ascoltatore di musica o dell’utente di un videogioco“.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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