BionIT Labs Adam's hand copertina

BionIT Labs: il team italiano dietro Adam’s Hand

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LAS VEGAS – Le protesi sono uno strumento in grado di ridare autonomia e mobilità alle persone, ma spesso sono ancora difficile da usare, pesanti e soprattutto costose. Ma non dev’essere per forza così: BionIT Labs, startup pugliese realizzatrice di Adam’s Hand, ha infatti risolto tutti questi problemi con un prodotto innovativo e tutto italiano.

BionIT Labs presenta Adam’s Hand

BionIT Labs, il cui motto è ‘Turning Disabilities Into New Possibilities‘ (‘Trasformare le disabilità in nuove opportunità’), nasce, ci dice il CFO Dario Pianese, “idealmente nel 2015 con la tesi di laurea del nostro fondatore, Giovanni Zappatore. La tesi di laurea si è evoluta sempre di più per poi diventare un progetto imprenditoriale. Nel 2018 ci siamo costituiti per diventare una società srl”. Lo scopo dell’azienda  è quello di progettare e sviluppare dispositivi medici sia da un punto di vista hardware che software, applicando le Tecnologie Informatiche alla Bionica.”Dal 2015 abbiamo fatto dei passi avanti giganti, se vogliamo dirla così. Ti basta considerare che nell’ultimo anno abbiamo raccolto circa 800mila euro da investitori privati, investitori istituzionali, anche banche. E siamo diventati 18 persone con professionalità tra le più diverse tra loro.”

Il primo prodotto sviluppato, Adam’s Hand, è un protesi di arto superiore rivoluzionaria sotto molti aspetti. Si tratta infatti della prima protesi al mondo completamente adattiva, ovvero la cui presa si adatta in maniera automatica all’oggetto. “Il vero punto chiave, la vera proposizione di valore che stiamo portando al mercato è la facilità d’uso. Significa che la protesi si adatta e riconosce automaticamente la forma e la dimensione dell’oggetto che si va ad impugnare. Questa è una grande rivoluzione, perché sul mercato oggi l’utente, con un prodotto competitor, deve pre-selezionare la presa per afferrare l’oggetto e assicurarsi che sia quella corretta. Questo processo è molto complesso, richiede un’attenzione visuale, psicologica e soprattutto emotiva. Ad esempio, immagina di essere un utente amputato in un contesto sociale, hai una a bottiglia in mano, ti cade, non è facile riprenderla, ci metti un po’, insomma è una situazione un po’ sgradevole. Noi cerchiamo di rompere questo paradigma, portando sul mercato un dispositivo molto semplice da usare. “

BionIT Labs Adam's hand dettaglio

A differenza dei suoi concorrenti, inoltre, Adam’s Hand utilizza un solo motore per tutte e 5 le dita, invece di uno per dito o addirittura sei, come alcune soluzioni concorrenti. “Questo brevetto, oltre ad avere intrinsecamente una facilità d’uso maggiore, ci porta ad avere un dispositivo che è più leggero, più compatto, meno rumoroso e più economico, proprio perché la componente che costa di più nelle protesi è il motore. Arriviamo a costare fino ad un quarto del prezzo dei nostri competitor“. Inoltre, proprio per questa semplificazione, i tempi di calibrazione sono inoltre estremamente ridotti: parliamo di soli 15 secondi invece dei minuti o ore richiesti da altre protesi.

Non solo protesi

Ad oggi in Italia c’è un mercato delle protesi bioniche molto limitato, ma anche perché nel mondo il mercato è limitato, cioè non ci sono molti utenti amputati. In Italia ci sono pochissimi centri che installano questa tipologia di protesi. Noi in Italia abbiamo contattato cinque centri ortopedici, e con tutti e cinque abbiamo instaurato una partnership. Tutti si sono rivelati entusiasti del prodotto e del progetto che c’è dietro. Ora siamo in fase di testing, stiamo testando la protesi su utenti reali, tutti gli utenti ci danno dei feeback molto positivi. Contiamo di chiudere la fase di testing nei prossimi mesi per poi arrivare sul mercato entro la fine di quest’anno, quindi del 2020.”

BionIT Labs Adam's hand app

I prossimi step che vedo nel prossimo anno sono: l’ottenimento di una certificazione CE, che è necessaria per vendere il dispositivo in Europa; avviare le procedure per la certificazione americana, quindi con l’FDA. Finire la negoziazione e quindi ultimare un round di investimenti che adesso stiamo portando avanti e che dovrebbe cubare almeno un milione di euro.” Nelle prospettive a lungo termine di BionIT Labs c’è oltretutto anche l’idea di usare la tecnologia di presa adattiva per spin-off in altri settori: “La potremmo applicare sia all’agricoltura 4.0, quindi la raccolta automatizzata di frutta e verdura, piuttosto che robotica e manipolazione industriale; oppure ci sarebbe anche la logistica automatizzata, quindi magazzini dove i bracci robotici devono prendere oggetti a dimensione variabile. 

Maggior informazioni disponibili sul sito ufficiale.

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Giovanni Natalini

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Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.
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