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Il futuro delle UC&C secondo Wildix

Qual è il futuro delle Unified Communication and Collaboration? A svelarlo è Wildix, la multinazionale che si rivolge alle piccole e medie imprese.

Secondo la società guidata da Stefano Osler si passerà molto rapidamente dai sistemi on premise a quelli as a service: “In realtà la domanda oggi è di tecnologie in grado di portare vantaggi e valore. Per questo il nostro mercato non potrà mai appiattirsi diventando mercato di commodities – spiega Osler. – Se, ad esempio, consideriamo i carrier, i loro prodotti sono commodities e continuerà il processo di consolidamento dei grandi operatori che cannibalizzeranno i piccoli. I clienti finali compreranno da carrier sempre più grandi, ai quali non importa portare valore al cliente tramite il loro prodotto”.

Non funziona così per le UC&C che, al contrario dei carrier, diventeranno un settore di Managed Service Provider sempre più specializzati. Per questo Wildix ha deciso di puntare sulla formazione, un elemento in grado di dare un vantaggio competitivo anche ai propri partner. Per questo motivo è nato UNICOMM, un percorso formativo che riguarda il processo del valore, dalla sua creazione alla fase di vendita, secondo il metodo kenban.

Questo finora ci ha portato un vantaggio strategico e operativo. Non solo a noi ma anche agli MSP, ex system integrator che hanno imparato a dare ai loro servizi quel valore che i carrier ignorano”, commenta Osler.

Volete saperne di più? Allora dovrete attendere il primo UCC Summit di Barcellona, che si terrà il 18 e 19 febbraio e che vedrà Wildix tra i protagonisti.

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Team di redazione

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