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L’Intelligenza artificiale: nuova sfida sul posto di lavoro

Una ricerca condotta Dale Carnegie & Associates delinea il futuro dell'intelligenza artificiale in tutti i settori dell'azienda

La divisione Research & Thought Leadership di Dale Carnegie & Associates,ha condotto una ricerca in 11 paesi (Italia, Germania, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia; USA, Canada, Brasile; India, Cina, Taiwan) per capire come Intelligenza Artificiale e Machine Learnig possono influenzare positivamente la cultura aziendale.Sono state intervistate 3568 persone: il 38% CEO e figure apicali, il 23% manager e il 39% collaboratori di aziende di diversi settori e dimensioni. L’avvento di queste nuove tecnologie può infondere sfiducia nei dipendenti, che possono aver paura di perdere il posto di lavoro. Sta quindi ai senior manager pianificare l’innovazione e influenzare positivamente la cultura aziendale, per mantenere i propri collaboratori motivati e coinvolti durante il processo di cambiamento.

Soft Skill il punto di partenza

La ricerca ha evidenziato che più che le competenze tecniche individuali sono le soft skill ad essere cruciali nella fase di transizione che ogni azienda deve compiere. Le persone intervistate nel nostro Paese considerano rilevanti la comunicazione (il 58%) e la creatività (sempre il 58%). A livello globale emergono altre qualità, come la leadership e il pensiero critico, che al contrario in Italia non sono ritenute fondamentali. Sia in Italia, sia nel resto del mondo l‘empatia non è considerata una delle soft skill di maggior importanza.

I CEO credono nell’IA

Per quanto riguarda la possibilità di ottenere buoni risultati integrando l’intelligenza Artificiale nell’azienda il 73% dei CEO nostrani intervistati è d’accordo. La percentuale cala significativamente per quanto riguarda i collaboratori, che sono meno fiduciosi sui possibili risultati, visto che solo il 41% degli intervistati prevede un miglioramento della cultura aziendale e della fiducia verso l’azienda. Questa distanza di pensiero evidenzia come CEO e collaboratori debbano dialogare in una fase di passaggio cruciale come quella in corso.

“Le persone sostengono il mondo che hanno contribuito a creare”, era solito ripetere Dale Carnegie: le persone vanno oltre la logica dei dati, per questo nei processi di cambiamento il loro coinvolgimento è fondamentale per nutrire un asset fondamentale come la fiducia. “In un mondo interamente connesso la connessione più importante rimane quella umana”, ha dichiarato Sergio Borra CEO di Dale Carnegie Italia

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