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Mobile working: ecco i consigli di Dynabook ai System Administrator

Dynabook fornisce tre semplici e utili consigli per aiutare i responsabili IT a garantire flessibilità e sicurezza nel mobile working

Il 26 luglio, in quanto ultimo venerdì del mese, si celebra la “giornata del Systen Administrator (SysAdmin)” una ricorrenza pensata dal sistemista Ted Kekatos per ringraziare i sistemisti del loro prezioso lavoro. Ed per è questa occasione che Dynabook fornisce tre utili consigli per gli amministratori di sistema alle prese con la gestione aziendale del mobile working.

Mobilità deve fare rima con sicurezza

Il mobile working aumenta anche il rischio che la criminalità informatica vada a colpire l’azienda. Un esempio classico sono le reti WLAN aperte che è uno dei metodi più utilizzato dagli hacker per l’accesso non autorizzato ai dati. Per questo motivo i reparti IT devono garantire massima produttività e sicurezza. Il primo passo per risolvere questo problema è dotare i dipendenti di notebook aziendali di alta qualità appositamente progettati per il business. Questi devono offrire caratteristiche di sicurezza di alto livello che devono comprendere, ad esempio l’autenticazione a due fattori con telecamera IR per il riconoscimento facciale e sensore di impronte digitali per garantire l’accesso al notebook solo alle persone autorizzate e il BIOS, come quello sviluppato da Dynabook, che protegge “a monte” il notebook contro gli accessi non autorizzati.

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Svoltare verso il cloud

lo spostamento dei dati aziendali in cloud riduce la quantità di supporti necessari agli amministratori IT. Grazie a Mobile Zero Client, soluzione Dynabook basata su cloud, i dati non vengono memorizzati sul dispositivo ma sono disponibili attraverso un virtual desktop. Questa soluzione permette, tra le altre cose, l’assegnazione di autorizzazioni individuali di accesso, impedisce l’installazione indipendente dei programmi e blocca o sblocca funzioni speciali a seconda delle esigenze. Inoltre, Dynabook Mobile Zero Client consente di disattivare il dispositivo in caso di furto o smarrimento, grazie all’autenticazione estesa del boot control.

Il dipendente deve diventare il primo ostacolo per gli hacker

La sicurezza informatica spesso ha come punto debole l’essere umano. Troppi utenti non sono nemmeno consapevoli dei potenziali pericoli che corrono e delle conseguenza che possono avere i propri dati e quelli aziendali. Un classico esempio è l’apertura di un allegato infetto presente in un mail: il virus che si attiva da questa azione può paralizzare il server aziendale in pochi minuti. Lo stesso dicasi per una password debole, che se “intercettata” dagli hacker  può consentirgli di accedere ai dati del notebook e di conseguenza anche a quelli aziendali. Una gestione della sicurezza ben ponderata e una formazione regolare sulle attuali minacce alla sicurezza possono prevenire e migliorare notevolmente la sicurezza informatica. Idealmente, i dipendenti conoscono fin dall’inizio le misure di sicurezza più importanti. Questo obiettivo può essere raggiunto, tra l’altro, con un’introduzione alla gestione dei file, in modo che sia chiaro fin dal primo messaggio di posta elettronica quali link possono essere cliccati senza rischi o quali file possono essere aperti in modo sicuro.

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