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StarVR rivoluziona la realtà virtuale per il business a IFA 2018

Abbiamo provato a IFA 2018 lo StarVR One, campo visivo molto più vicino a quello naturale e livello di dettaglio elevatissimo

StarVR è una joint venture partecipata da Acer la cui missione è sviluppare soluzioni di realtà virtuale dedicate al mondo delle aziende. A IFA 2018 è stato mostrato per la prima volta il visore StarVR One, la cui disponibilità per il mercato verrà annunciata più avanti, e noi abbiamo avuto la possibilità di provarlo in anteprima. I presupposti erano quindi di una presentazione seria e potenzialmente anche noiosa. Invece siamo stati colti decisamente di sorpresa.

StarVR One il campo visivo fa la differenza

La demo di IFA 2018 di StarVR One ci faceva entrare in un concessionario Porsche virtuale, dove configurare una Macan nuova di zecca e guardarla da ogni angolazione possibile. Indossiamo lo StarVR e ci troviamo su una strada di una metropoli americana di fronte alla Macan.

StarVR One IFA 2018

Inizialmente sembra una normale esperienza VR, il campo visivo non ci sembra molto diverso dal solito… ma è solo un trucco. Dopo pochi secondi il campo visivo si amplia fino a 210°, in pratica quello dell’occhio umano. Ed è come aver ricevuto una secchiata d’acqua gelata in faccia dopo essersi appena svegliati. La sensazione è stata di passare da una normale esperienza VR a essere entrati veramente in un altro ambiente. Per fare un altro esempio, il cambio è così significativo che è paragonabile alla prima volta che si vede un filmato in Full HD rispetto alla ormai antica Standard Definition.

Uno sguardo sul futuro della realtà virtuale

Una volta superato lo schock iniziale nel vivere per la prima volta un’esperienza VR con un campo visivo da 210° riusciamo a notare anche un’altra differenza importante rispetto ad altre soluzioni VR. Il livello di dettaglio e la fluidità con cui vengono aggiornate le immagini di StarVR è decisamente superiore alla media e riusciamo ad apprezzare la fedeltà con cui è riproposta la Porsche Macan nell’ambiente virtuale. Sia gli esterni che gli interni sono resi in maniera davvero efficace e si può guardare l’auto da ogni angolazione, personalizzare vari elementi dell’auto e anche “entrare” nell’abitacolo per analizzare ogni singolo dettaglio.

Dopo qualche minuto nell’ambiente virtuale ci siamo anche resi conto che fluidità e campo visivo hanno un effetto molto positivo per limitare il motion sickness che spesso viene percepito durante una sessione VR. Questa esperienza con lo StarVR One ci ha lasciato delle sensazioni molto positive, sia sul prodotto in se, che siamo certi potrà trovare uno spazio importante nell’ambito delle applicazioni business, ma anche per farci capire che tutto il mondo della realtà virtuale si appresta a fare nei prossimi anni un salto di qualità enorme, che permetterà la diffusione, sia in ambito business che consumer, di nuovi prodotti e servizi che porteranno a una vera e propria esplosione del VR.

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Vittorio Manti

Gamer per passione da quando avevo 9 anni e chiesi come regalo della comunione una console invece della bicicletta (era il lontano 1979), da oltre vent’anni scrivo di tecnologia e videogiochi e ho diretto alcune delle testate più importanti del panorama editoriale italiano, come Il Mio Computer, Chip e negli ultimi anni Euronics Movies&Games.

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