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Synology: in arrivo DiskStation Manager 7.0 per la gestione del dato

Il nuovo sistema operativo DiskStation Manager 7.0 propone importanti novità come una cache SSD migliorata

In occasione dell’annuale evento Synology 2020, l’azienda taiwanese ha presentato la sua nuova piattaforma dedicata al data management che ora consente di integrarsi nel modo migliore con l’hardware esistente. Oltre al nuovo sistema operativo DiskStation Manager 7.0, Synology ha svelato nuovi servizi e infrastrutture software per la gestione dei dati che sono in continua crescita.

DiskStation Manager (DSM) 7.0

La novità più importante è sicuramente la nuova release del sistema operativo DiskStation Manager, giunto alla versione 7.0 e che sostituirà (non è ancora chiaro quando questo accadrà) l’attuale 6.2.2. Tra le novità apportate dalla soluzione di Synology spiccano una  gestione dello storage on-premise migliorata, un monitoraggio basato sul cloud, la prevenzione delle minacce e capacità storage in hybrid cloud nativa.

“Synology gestice i dati di più di 6 milioni di utenti, sia in ambito domestico che aziendale, in tutto il mondo. Un dato davvero significativo, non solo nell’industria storage, ma anche in tutto il mercato del data management”, ha commentato Philip Wong, CEO e fondatore di Synology. “Siamo partiti dal nostro progetto iniziato 20 anni fa per arrivare oggi ad unire le tre le componenti, hardware, software e cloud, nel nuovo DSM 7.0. Ciò rappresenta le fondamenta per tutti i prodotti e servizi che svilupperemo nel prossimo decennio”.

DiskStation Manager 7.0 si basa su tre caratteristiche principali:

  • Storage Manager: ora presenta un’interfaccia ridisegnata pensata per aiutare gli utenti a comprendere meglio la propria architettura storage e l’utilizzo dello spazio, Inoltre fornisce, sempre in modo chiaro e semplice suggerimenti per la risoluzione dei problemi.
  • Cache SSD: poiché il numero di utenti che si avvale di questa tecnologia è in costante crescita, SSD Cache Advisor fornisce adesso indicazioni ancor più precise sulla dimensione della cache con il rapporto ottimale costi/prestazioni analizzando i modelli I/O dei carichi di lavoro reali. I servizi continueranno a funzionare senza interruzioni durante il montaggio o lo smontaggio di una cache SSD e le prestazioni del sistema potranno essere notevolmente migliorate grazie all’inserimento di metadati nella cache SSD in situazioni in cui sono coinvolti backup, snapshot, scansione di file o accesso a un database di grandi dimensioni.
  • Synology Storage Console per VMware e Windows: la nuova consolo offre un monitoraggio dello storage e l’accesso con un click all’ottimizzazione delle performance in VMware vCenter e Windows Server. Gli amministratori VMware possono inoltre eseguire il provisioning dello storage in vCenter, aumentando notevolmente l’efficienza di gestione degli ambienti di virtualizzazione.

Active Insight per il monitoraggio delle minacce in cloud

Altra novità presentata da Synology riguarda  Active Insight, primo servizio di monitoraggio basato su cloud offerto dall’azienda. Tra le sue funzioni spicca l’avvertimento proattivo di eventuali anomalie fornito all’utente, che può anche contare su consigli dettagliati su come risolvere il problema prima che questo crei danni. Un’unica dashboard consente di tenere sotto controllo lo stato di salute di NAS Synology in tempo reale, dando così la possibilità agli amministratori di rete capire se ci sono colli di bottiglia o risorse non utilizzate nel migliore dei modi.

Hybrid Share, la connettivà cloud nativamente ibrida

Synology C2, il servizio di cloud pubblico di Synology, ora si avvale di Hybrid Share, che permette di estendere le cartelle condivise on-premise dei NAS Synology con uno spazio storage altamente scalabile pay-as-you-go. Tra i servizi offerti:

  • Espansione dello storage e disaster recovery: un’alternativa all’upgrade fisico del sistema di storage per incrementare la capacità. In caso di problematiche, le configurazioni possono essere ripristinate su un nuovo NAS in pochi minuti, ottenendo così l’accesso alle cartelle condivise su C2.
  • Multi-site file sharing: diverse sedi aziendali possono connettersi alle stesse cartelle condivise su C2, e ogni NAS potrà accedere solo ai file di cui ha l’autorizzazione. Questo riduce notevolmente l’uso della banda e lo spazio storage richiesto per consentire il file sharing cross-site.

 

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